A pochissimi giorni dal secondo finesettimana, faccio il punto sui contenuti e le dinamiche di questo inizio davvero emozionante.
Il primo modulo di formazione, intitolato "Primo colloquio con il cliente" ci ha dato tanto nutrimento su tutti i piani, fisicamente ci siamo accorti di come stare per 12 ore agganciati al gruppo e alle lezioni, sia impegnativo, ma non difficile, in quanto i contenuti, gli stimoli, le attività pratiche e, soprattutto il clima molto rilassato e coinvolgente nutrono più che chiedere impegno, si ha davvero l'impressione che per quanto sforzo si faccia, si riceve sempre molto di più.
Abbiamo potuto vedere che il colloquio ha una struttura semplice e ben definita, questa diventa un contenitore capace di dare una forma al contenuto, un contenitore con "principi attivi".
Abbiamo incominciato a costruire un nuovo linguaggio comune, un linguaggio che accosta parole note, fornendo nuove ed incisive definizioni, e di conseguenza, costruendo nuovi e concreti strumenti.
Come l'ascolto attivo, che non è quando ascolti qualcuno facendo altro, ma quando lo ascolti e nel frattempo parli a te stesso, per garantire all'altro un incontro di qualità, un incontro sostenuto da pensieri che orientano e danno a tutto il non verbale una forte denotazione proattiva.
Abbiamo visto come sia davvero concreta a percepibile la qualità dei pensieri di chi ascolta, e come questa può mettere l'altro nella condizione migliore per incontrare i suoi più intimi valori, le sue soluzioni.
L'abbiamo visto, sappiamo che è possibile, sappiamo che questa diventerà una nostra competenza, se proseguiremo nell'impegno ad allenarci a parlare meglio a noi stessi, e a restituire a chi incontriamo un'immagine fedele nella quale sentirsi riconosciuto, rispecchiato, ma in uno specchio capace di regalare delle piccole sorprese.
Abbiamo visto anche che il percorso sarà impegnativo, ma non ci spaventa, perché attraverso le fasi del viaggio incontreremo molte conoscenze, acquisiremo strumenti che ora possiamo appena immaginare, e che ci renderanno persone migliori: più equilibrate, centrate, orientate e orientanti.
Sì, perché avremo la fortuna di poter sperimentare continuamente le cose che impareremo su noi stessi, mese dopo mese ci metteremo in gioco, tutti insieme, osservandoci e sostenendoci, così quando saremo lì con voi, tra qualche mese o qualche anno o qualche giorno, saprete che ogni strumento che proporremo l'avremo già sperimentato, non una, ma dodici volte su di noi!
Ecco, questa prima relazione davvero molto emozionale, può darvi l'idea di come mi senta ad avere messo il primo passo nel mondo della scuola di counseling: molto entusiasmo per l'ambiente, consapevolezza dell'impegno e della serietà della scelta fatta, tanta gioia per essermi dato questa opportunità!
Vi auguro, ringraziandovi per il sostegno che mi offrite, di godere delle conseguenze delle vostre scelte, qualunque esse siano, e di essere pazienti e gentili con voi stessi, il modo in cui vi parlate può fare la differenza!
Francesco
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